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Lettera luglio dal Perú, n. 57, FESTA PATRIA

29.07.10 | por donambro [mail] | Categorías: Notizie dal Perú

Cari amici qui in Perú é inverno, quest’anno quasi drammatico, doloroso perché mezzo paese é sotto un freddo inusitato, sulle alte montagne é sotto zero, duro. Novitá é, che anche in tre regioni della selva amazzonica peruana dove la temperatura é sempre sui 30 gradi, in questi giorni la temperatura ha avuto uná caduta di 15 gradi per vari giorni e li, abituati a vivevve mezzinudi... non hanno attive maniere per proteggersi.
Nella mia terra invece, Sayan Andahuasi, a 50 km all’interno dal mare, a nord di Lima, 600 metri, zona rurale, c’é un microclima molto bello, sole di giorno, tutti i giorni e un po’ di fresco alla sera e notte...peró anche qui, chi non ha case di muratura soffre molto l’umidita del mattino.
Siamo a metá dell’anno scolastico, il mese di luglio é il mese della Patria, la festa é il 28 luglio, ed é cosa grande, dopo la festa le scuole fanno un po’ di vacanza, un 10 giorni, ma tutte le scuole preparano una sfilata, marcia, banda, costumi, danze coreografiche, Inno nazionale e esposizione della Bandiera, canto in chiesa del TE DEUM, tutto molto solenne.
Questo amore alla patria lo potremmo pensare retorico, in realtá serve a costruire la identitá nazionale, la appartenenza, la autostima di sé...certo andrebbero affiancati altri valori, la politica come servizio, la democrazia, la uguaglianza dei beni riducendo la povertá estrema di molti settori.
Nel complesso si puó pensare che il Perú ha futuro, ha piú figli di noi, é giovane, ha risorse ancora incontaminate, é grande 4 volte l’Italia, ha miniere che fanno affluire capitali stranieri, ha voglia di iniziare. Noi europei siamo un po’ stanchi, sfiduciati...un po’ paghiamo i limiti del consumismo, la caduta delle ideologie, ci sentiamo soli...
Per noi uomini del vangelo ci accorgiamo di aver una grande ricchezza e speranza...mi vengono in mente le parole di Galeano sull’ utopia.
Me acerco dos pasos, ella se aleja dos pasos. Camino diez pasos y el horizonte se corre diez pasos más allá. Por mucho que yo camine, nunca la alcanzaré
¿Para que sirve la utopía? Para eso sirve: para caminar.
Traduzione,
Mi avvicino due passi, ella si allontana due passi. Cammino 10 passi e l‘orizzonte si sposta dieci passi piú in lá...
Per il tanto che cammino mai la raggiungo..A che serve l’UTOPIA? Serve a camminare. (Galeano, scrittore uruguyano)
Noi cristiani abbiamo la nostra ...utopia che cerchiamo di vivere, realizzare...con il Signore Gesú, crocifisso e risorto...
Beati i poveri... i miti...gli assetati di giustizia...i pacificatori... i puri di
cuore...i misericordiosi...
Ecco in questi mesí ho anche fatto gli anni, 71, al 4 giugno, e uno si pone tante domande: e la vita? E il futuro ? e che senso ha tutto? E che cosa conta? E Dio? E chi é? Qual é il suo nome?
Padre, amore, e per noi oggi come tradurre queste parole cosí alte...?
Dio, Padre di Gesú, come lo fa intravvedere il vangelo, é colui che fará bello, buono, vero tutto il bene che abbiamo tentato e cercato con i fratelli che ci ha messo nel cammino della vita....specialmente quelli che sembrano poveri, strapelati....,messi da parte, come profetizza Maria nel Magnificat del giorno dell’Assunzione.

Mese di maggio in Perú

02.05.10 | por donambro [mail] | Categorías: Notizie dal Perú, Palabras Buenas

Lettera 54, perú - Mese di maggio
Amici qui non c’é l’usanza di vivere il mese di maggio come mese dedicato
alla Madonna...ma io non posso non ricordare che quando era maggio tutte
le sere si poteva uscire di casa e andare in chiesa e incontrare gli amici e
giocare e ridere ...quelli piú grandi (le mie sorelle e amiche) era anche
occasione per vedere e incontrare i ragazzi...e innamorarsi...c’era il
Rosario, i canti...le prediche...ma qui in perú ho capito che la fede passa
molto dalla vita popolare
Quest’anno settantenne, voglio rivivere maggio come un rivisitare la figura
di Maria, madre di Gesú e nostra come una forte spinta ad andare alle radici
della fede e della vita.
- Maria mi dice, ci dice, che la vita cristiana é bella se la si vive
come innamoramento, la sua vicenda nei vangeli mostra che lei
era innmorata del suo Giuseppe ma poi questo amore é inglobato
in una gioia, missione che le vengono direttamtmete da Dio. E io
penso che dopo duri drammi interiori, anche Giuseppe accoglie, nella
fede, tutto ció e si amano in maniera nuova ma che questo amore
li fa felici e prepara tutte le promesse delle beatitudini che poi dará
Gesú...e che ancora oggi possamo vivere nella sequela a Cristo.
- Importante é concepire la vita cristiana come innamoramanto
a Dio, a Gesú...e perché no, alla chiesa, Madre di figli stupendi
e...complicati...per essere delicati. Anche noi dobbiamo vivere
come innamorati del Signore...per rendere viva le parole a
Maria dell’angelo: “allegrati ...il Signore e’ con te... “
qui si dovrebbe rivedere tutta la nostra attivitá educativa, anche in
perú far innamorare di Dio, i giovani.
Il Perú é terra di innamoramenti...anche precoci...le ragazze in famgilia si
sentono un sole, si esce di casa presto anche per evadere, pero sono troppo
veloci e fragili questi innamoramenti...bisogna aver “arte” per educare...
arte d’amare di erich fromm dei nostri anni giovanli...
Io penso di aver fatto almeno un 1000 matrimoni...spero di non
aver “combinato” matrimoni, ma averne favoriti molti ...peró non mi sento
competente...intuisco che per educate a queste cose bisognerebbe aver
una comunitá di giovani in cui l’amicizia corale é forte, in cui piú che
prediche bisognerebbe fare esperienze di gioco, amicizie nel fare attivitá
caritative, esperienze forti di preghiera , incontri appassionanti con gente
che vive per ideali, hobby costruttivi...quante cose, quanto lavoro bisogna
ringiovanire...Maria ci ringiovanisce esultando nel Signore. dvittorio

Gioiosa appartenza cristiana

14.04.10 | por donambro [mail] | Categorías: Palabras Buenas

Orgoglio cristiano

Gioia per la Chiesa

Oggi il papa ha commentato cosi il giorno della Pasqua dell’Angelo,

” i sacerdoti possono esere , sono, gli angeli per l’uomo di oggi.” Teologicamente parlando ogni uomo, ancor di piú ogni cristiano, possono essere ”angeli”per i fratelli, ma io penso che il Papa, saggiamente in questa situazione attuale, ha voluto passare dalla difesa affannosa al gioioso attacco di dire la gioia di essere uomini di chiesa, di aver fatto sognare e gioire tante generazioni di giovani e di rappresentare spesso nella vita dei giovani momenti indimenticabili di vita educativa comunitaria, di sogni e utopie...tutto perché l’evento Gesú, la sua morte e resurrezione, ha permesso quella maniera straordinaria di vivere che é “fare il prete.”

Perció vorrei chiedere ai miei fratelli preti , ai missionari di sottoscrivere questo, non un documento ma un atteggiamento, e invitare i propri amici a trovare la maniera, le parole per dire la loro gioia di essere stati educati da sacerdoti che han fatto fare loro le cose e i sogni piú belli della vita.

Unico scopo é aiutare a costruire un clima di gioia e riconoscenza alla Chiesa, madre di tanti preti cosí. Ne ha bisogno la Chiesa ferita in questi giorni dai gravi errori di alcuni suoi membri. Ne ha bisogno la societá che non puó perdere una realta cosí bella e necessaria come la Chiesa.

Dimentichiamo gli scandali ci proiettiamo verso le promesse di Gesú che ci ha chiamato amici e che ci ha permesso di invitare tanti giovani a mettere la loro via al servizio degli altri, a amare con la passione costruttiva del Vangelo per servire i poveri, per formare gruppi di volontariato, andare incoraggiare a tutte le ore del giorno e della notte giovani...

Ognuno metta la sua genialitá, le sue doti per comunicare questo stile di vita.

Motivo é

- dar gioia alla chiesa madre

- dar ai nostri figli la convinzione che al mondo ci sono luoghi, istituzioni persone a cui affidarsi e con cui costruire un mondo sano che assomigli un po’ a quel Regno che Gesú ha voluto.

Estrategia evangélica

12.04.10 | por donambro [mail] | Categorías: Palabras Buenas

Amigos, veo la situación de la iglesia que entristece un poco a todos. La carta del Papa a los irlandeses manifiesta la gravedad de las cosas. Por eso estoy contento de las iniciativas de muchos por el Papa. Se que, por ejemplo, ayer el cardinal en Lima pidió solidaridad. También el presidente García, que estaba presente en el templo, ha pedido una ovación por el Papa.

Son cosas bellas.

Pero preferiría una estrategia más positiva. No tener miedo de frente a la triste ola maligna de los abusos sexuales…Sino con humilde orgullo presentar el anónimo compromiso de miles y miles sacerdotes, misioneros, misioneras que cotidianamente, en el silencio se entregan a Dios y a los pobres por amor de Cristo y por la educación dada de la iglesia.

Me parece bello que cada sacerdote, cada misionero, cada misionera se levante con la alegría del día que empezó a segur el camino de Cristo.

Cada sacerdote tiene un gran recuerdo del entusiasmo compartido con tantos jóvenes. Cada sacerdote está rodeado da una muchedumbre que ayer y hoy han vivido, viven momentos inolvidables de alegría comunitaria y alegría en el Señor, inicio de una vida nueva.

Ahora digo: amigos yo no se mucho de lo que está pasando, un poco no comprendo…pero no podemos olvidar el gozo de tantos días pasados juntos cantando, jugando, dando alabanza y agradecimiento a Dios.

Todos hemos gozado y decidido de ser generosos con los pobres, de dar a nuestra vida, en cualquier forma un sentido de servicio. Hemos participado al matrimonio de amigos y en nombre de Jesús hemos dicho construyan una sociedad de amor. Esto lo vivimos hoy.

Estos amigos digan…La iglesia que nos ha dato estos amigos sacerdotes, nosotros la recordamos con afecto y buscaremos de dar a nuestro hijos cosas bellas así. Nada más.

Pido a todos de decir, proclamar, cantar expresar, añadir el testigo de propia vida que hemos encontrado gente que nos ha amado gratuitamente…nos ha mostrado la belleza de la educación, que ha vivido por los demás, que ha acogido enemigos, amado a los pobres, presentándonos Jesús como el ser que desde Dios puede abrir los horizontes más grandes de la vida: el Reino de Dios.
Casi podemos pensar que la Iglesia es la institución en el mundo que hoy tiene el máximo número de campeones en la entrega.

Lettera del Perú. n. 52, aprile, pasqua

05.04.10 | por donambro [mail] | Categorías: Notizie dal Perú

Oggi é pasqua, sono le 10 del mattino, ma qui abbiamo giá fatto tutto. Stanotte, bella veglia di risurrezione, poi un po’di festa balli fuochi d’artificio, ma a mezzanotte tutti a nanna perché...alla 4.30 ci si é riuniti di nuovo in chiesa e poi in processone siamo andati al centro del paese dove sono confluite tre processioni con Maria , madre, san Giovanni Battista e Santa Maddalena.

Pero la nostra parrocchia portava Gesú risorto e l’incontro fu impactante. come incontrare qualcosa di decisivo per la sua vita, cosí dovrbbe essere l’incontro con Gesú. Lo fu per Maria, e la maddalena, e dopo l’incontro cambiano il colore del vestivo..da nero per il lutto, bianco per la gioia.per la festa dell’incontro con Cristo. C’era tanta gente.

Ho pensato che loro, i peruani sono...ricchi, hanno delle gioie che vanno al di la della loro vita, fatica, famiglia, preoccupazione...hanno la fede.
Lo dico con umiltá e come interrogandomi. Noi che cosa abbiamo che ci puó far felici? Che ci puó riunire per gioire? Temo che la risposta sia...

solo quando l’Italia vince ...il mondiale...di calcio.

Pensiamoci, godere perché c’é Dio, godere perché Gesú é di nuovo vivo é una ricchezza personale e sociale, la vita prende una direzione nuova, rivedo le mie attese, le mie paure, i miei sforzi, le mie ricerche, ció che amo veramente... ognuno pensi un po’...

Chiediamoci: Io godo in questi giorni anche al solo pensare che Gesú é vivo, mi ama e mi affida un ruolo, un compito di prolungare il suo amore...vale anche per voi, in ogni situazione della vita...

Auguri buon anno

05.01.10 | por donambro [mail] | Categorías: Notizie dal Perú

Lettera dal perú, gennaio 2010

Amici ricevo una poesia da un amico che dice:

“le profezie sempre parlano di distruzione, ma sempre sorge una generazione di uomini e donne che sognano un mondo di usignoli e farfalle che danzano....rappresentata nella aerea elevazione attorno alla colomba della pace del grande picasso...

caro 2010 dacci almeno la capacitá di sognare...”

Allora mi rallegro perché Isaia (46), dice: che mi ascoltino quelli senza speranza, quelli che dicono che la vittoria é lontana...

NO, dice Dio, la mia vittoria é vicina...e in Gesú noi abbiamo la risposa: Beati quelli cosi poveri da non aver piú fiato...son dentro tutti....iniziando dai vecchietti

E fa eco la chiesa dicendo ....abbiamo trovato il messia...venite ..siate in comunione con noi....e la nostra comunione é con Padre e il Figlio...questo fará lo Spirito di Gesús risuscitato.

Fine della predica.

Il corriere della sera, giornale, ha fatto una inchiesta sulle 100 donne dell’anno passato...c’é la merkel...la clinton...neanche una peruana...

ogni giorno scriveró una o un gruppo di madri peruane, che non vivono mai per se stesse, neppure la tentazione dell’egoismo, ma sono donate alla famiglia in mezzo alle ristrettezze, inconprensioni (violenze a volte).

Metteró anche le suore qui in Perú, che silenziose servono tutti nel nome della speranza delle beatitudini...

Queste le mie gioie e spernze cari amici, non consideratemi bravo ma... mi metto, nel gran numero del popolo di Dio che serve senza far rumore per creare un mondo nuovo perché la gioia e speranza é arrivata nella Stella di questa Epifania, Gesú é la stella, e ognuno puó partecipare a questa luce.

dvittorio